

Tutto sommato stare in Africa è anche questo... emozionarsi per la faccia dei propri cari vista con skype!!!
Non si può dire che poi butti così male. È stato non facile l'ambientamento, ma adesso le misure sono più corrette. Magari come dice Alfredo l'esercizio della tolleranza inizia a dare qualche frutto. Ci sono delle foto della gita che abbiamop fatto nel piccolo villaggio di Sibi. Non ci sono foto del villaggio perché non mi pareva opportuno farne. Dall'accampamento/ostello dove abbiamo dormito, sino alla cascata dove abbiamo fatto il bagno ci vogliono 3 ore di cammino... sotto il cocente sole del Mali. Motivo per cui avevamo rinunciato a quella meta per ripiegare su una passeggiata più breve. Ma la fortuna ha voluto che incontrassimo dei francesi di nostra conoscenza che con la loro 4x4 si stavano avviando verso la cascata. Siamo saliti in macchina e con un po' di shakeraggio siamo arrivati comodamente e abbiamo scroccato anche il pic-nic. E per confermare le nostre capacità di italiani scrocconi... sulla via del ritorno i nostri amici francesi ci hanno lasciato un po' prima dell'accampamento, a circa 30 minuti a piedi... ma una macchina di tedeschi si è fermata e non solo ci hanno accompagnato all'ostello a prendere i bagagli, ma addirittura fino a Bamako!!! Insomma siamo o non siamo i campioni del mondo proprio a danno di tedeschi e francesi?!?










Era la prima volta che pestavo il suolo africano e ne respiravo l’aria. Rapido entro fra i primi nel terminal. Uno stanzone dove fra qualche minuto vedr˜ Agata. Anzi no! La vedo subito. Mi sbraccio per farmi riconoscere (!), lei accenna un gesto di saluto. Ci sono! Siamo riusciti a ritrovarci. Sbrigo la faccenda dogana abbastanza rapidamente e mi avvicino ad Agata. So che non posso saltarle al collo e baciarla appassionatamente. Le sfioro il volto e ci diamo un bacio sulla guancia. Durante l’attesa dei bagagli ci guardiamo intensamente e ci mettiamo le mani addosso come per verificare che é tutto vero. é tutto vero! Ritroviamo il nostro tassista e saliamo a bordo di una Renault 19 del tutto inagibile. Ma il nostro autista non ha difficoltˆ a percorrere i 30 minuti che ci separano da casa. Mi guardo attorno. Quello che vedo é una parte di Africa; ma








