




Un po' in ritardo ma ecco un'immagine o due del 32 duesimo compleanno
Il sole tramonta molto tardi e fa buio praticamente mai. C’è sempre un lieve chiarore. Oggi è stato il primo giorno di sole.
Discutiamo a lungo se proseguire verso i fiordi della costa ovest o no. Il tempo non ci incoraggia per nulla. Prendiamo la cena sui i dock in un ristorante che porta pesci. Agata mangia una zuppa cremosa di pesce come me. Ci differenziamo nei secondi: lei salmone alla griglia ed io sogliola gratinata. Il conto è allineato al fatto che siamo in uno dei paesi più ricchi del mondo. Piove. È il momento più delicato del viaggio. Si avverte una certa tensione fra di noi e l’incertezza del viaggio acuisce il disagio. La mattina del 29 esco per comprare la colazione. Andiamo al museo di Munch. Mi è piaciuto. Piccolo. Ma interessante. Riappacificazione di una coppia che non litiga. Diciamo che è uscito il sole. Finalmente mettiamo i piedi nell’oceano. Bygdøy.
C’erano due strani ostellatori. Lui norvegese, lei del Sud Africa, in questo sperduto paesino a 100 km da Oslo e a 500 dalla capitale Stoccolma. Abbiamo dovuto prendere la moto per andare a mangiare in un campeggio. I pasti sono un po’ disordinati, ma va bene anche così. La Sudafricana ha ucciso i suoi sette cani addestrati alla difesa personale prima di trasferirsi in Svezia.
le cose che succedono. Ad una delle rotonde, quella dove c’è una pompa di benzina della Shell che non funziona e chissà da quanto tempo, un autotreno che rimorchiava un trattore ha avuto un piccolo incidente. Quello che abbiamo visto passando con la nostra Ford Escort blu, era un grande trattore, anzi una di quelle grosse macchine per il movimento terra, una scavatrice, rovesciata su un fianco e molta gente attorno
attonita in attesa che polizia e pompieri rimettessero tutto in ordine. Ma se non succede molto in questo paese, è perché questo è il desiderio dei suoi abitanti. L’alcol è virtualmente proibito, comunque molto scoraggiato, al punto che c’è solo una rivendita di alcolici in tutta la zona. Poi i limiti di velocità sono rigorosamente rispettati. C’è questo senso di lentezza che porta tutto inesorabilmente a funzionare. Ogni cosa va piano piano al proprio posto. Così non è strano sedersi nel soggiorno di un professore di tedesco,
trasferitosi in Svezia quaranta anni fa, che ti prepara un the con tartine svedesi e con una calma e lentezza conciliate con parole in italiano. Il tempo qui ha un tempo differente da quello cui sono abituato. Pare essere uno scorrere del tempo più naturale, ma per me non del tutto adatto. Le cose in cui ci si imbatte più spesso sono gli alberi e si sa che gli alberi si prendono un tempo che per noi umani è disumano. Forse i veri cittadini di Svezia sono gli alberi.

Veramente di basso livello. Per non parlare del museo di pittura dentro cui è ospitato. Almeno la libreria era molto buona ed ho acquistato un bel libriccino, di quelli piccoli ma ben fatti come piacciono a me. Gerry Johnson. Göteborg non è un posto dove tornare.
A Stoccolma tornerei, giusto per darle un’altra possibilità. A G. no! No proprio perché mi è piaciuta abbastanza. Non ha bisogno di una seconda visita, ma non la merita nemmeno. Borås è super noioso di domenica pomeriggio, ma credo che lo sia qualunque altro giorno della settimana. La campagna che ho attraversato oggi è più bella di quella che ho attraversato il primo giorno. Più movimentata, meno pianeggiante. Con queste casette rosse di legno, oppure azzurre. Molte bandiere nazionali. E quasi in ogni paese, anche i più piccoli, una ciminiera.
Anche più a Sud avevo notato questo. Non capisco cosa si produce. La maggior parte sembrano dei depositi di legname o similia. Ti imbatti in un villaggio che pare non avere motivo di esistere, ed invece ecco che quasi nascosta c’è una zona industriale. Qui al Mc lavora la seconda ragazza più bella della Svezia. So anche il suo nome, quello della sua targhetta, Andrea. Minuta, bionda, occhi azzurri, pelle chiara. Nessuna tristezza negli occhi; piuttosto una certa determinazione. Mentre la guardavo in attesa del mio panino, mi chiedevo “ma chissà dove vuole arrivare”. Ok! la domenica pomeriggio lavora al Mc di Borås, ma poi? Magari prende un autobus per venire a fare questo lavoro. Chissà.
Sul muro una riproduzione della Gioconda e sul mio piatto la peggiore “funghi e salsiccia” (in realtà è salame) che io abbia mai mangiato. Se ci penso bene la pizza Tip dell’Extra è più gustosa. Ho ordinato una birra Starobrno che non è svedese ma cecha. La coppia di fianco a me è entrata e lui parlava al cellulare.
Quando io ho smesso di mangiare la pizza, lui ha smesso di parlare al telefono e lei è andata in bagno. Credo, dal tempo che ci è rimasta, che si trattasse di una reazione al suo fidanzato (ha fatto la cosa grossa). Al tavolo al centro della sala una coppia di donne che entra ed esce dal locale, vuoi per una sigaretta, vuoi per una telefonata. Quella che mi da le spalle ha simulato un gran piacere fisico mentre mangiava una cosa chiamata tiramisù. Io lo avevo mai visto completamente ricoperto di panna e con una fragolina sopra. Magari dentro c’erano anche dei filetti di salmone. Come al mio solito ho rovesciato un qualche liquido sul tavolo. Questo è rosso. Qui in effetti non si fuma. Il sabato pomeriggio a Göteborg mi ha ricordato un pomeriggio d’inverno a Dessau.
Per le strade non si cataminava anima criata; ma a ben cercare ecco che la folla mi è apparsa: tutti dentro il Nordstan, ma alle 18.00 tutti di corsa a casa. Ho visto due guardie che accompagnavano all’uscita di questo enorme mall, una donna molto ubriaca ma per nulla molesta. Ed ho anche visto la ragazza più bella di tutta la Svezia. Seduta per terra con la schiena poggiata ad una grande porta di vetro, quella dell’ufficio informazioni; i capelli ciliegio, la pelle chiara con le lentiggini e due occhi azzurri tristi tristi. Aveva l’aria di aspettare un amore che la faceva soffrire e che forse non sarebbe nemmeno arrivato. Nel frattempo il cameriere che ha preso la mia ordinazione ha sempre parlato al telefono. La ragazza che ha fatto quella grossa ha tirato fuori dalla sua borsa la sua IXUS e mostra, descrivendole senza sosta, le sue foto. Magari si tratta dei sopralluoghi che ha fatto per la casa da comprare con lui. Hanno l’età giusta. Lui sembra abbastanza belloccio da essere sposabile ed ha ancche l’aria di uno che la pilla non gli manca. Annuisce annoiato.
Ho molto girato in moto nell’arco delle ultime 24 ore. Dopo i 200km/h della A 11 tedesca per prendere il traghetto, ho molto abbassato la media. Piuttosto ho molto consumato i miei copertoni. Domani spero di arrivare ad Ulricehamn senza problemi e poi con l’aiuto di Giuseppe (!!!) risolverò. La cameriera con la borsa YSL si è avviata all’uscita. Ha terminato il suo turno ben pagato. Non c’è un solo locale in Svezia in cui la musica sia appena passabile.