Qui ad Ulricehamn non sono molte

le cose che succedono. Ad una delle rotonde, quella dove c’è una pompa di benzina della Shell che non funziona e chissà da quanto tempo, un autotreno che rimorchiava un trattore ha avuto un piccolo incidente. Quello che abbiamo visto passando con la nostra Ford Escort blu, era un grande trattore, anzi una di quelle grosse macchine per il movimento terra, una scavatrice, rovesciata su un fianco e molta gente attorno

attonita in attesa che polizia e pompieri rimettessero tutto in ordine. Ma se non succede molto in questo paese, è perché questo è il desiderio dei suoi abitanti. L’alcol è virtualmente proibito, comunque molto scoraggiato, al punto che c’è solo una rivendita di alcolici in tutta la zona. Poi i limiti di velocità sono rigorosamente rispettati. C’è questo senso di lentezza che porta tutto inesorabilmente a funzionare. Ogni cosa va piano piano al proprio posto. Così non è strano sedersi nel soggiorno di un professore di tedesco,

trasferitosi in Svezia quaranta anni fa, che ti prepara un the con tartine svedesi e con una calma e lentezza conciliate con parole in italiano. Il tempo qui ha un tempo differente da quello cui sono abituato. Pare essere uno scorrere del tempo più naturale, ma per me non del tutto adatto. Le cose in cui ci si imbatte più spesso sono gli alberi e si sa che gli alberi si prendono un tempo che per noi umani è disumano. Forse i veri cittadini di Svezia sono gli alberi.
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