20/07/07

Oslo

Oslo, non piove, la città è calda, le strade molto strette e le macchine sono tantissime. Dobbiamo aspettare qualche ora prima di prendere posto nel nostro albergo. Facciamo un giro della città e dinanzi alcuni grandi edifici ci chiediamo di cosa si tratti. Poi scopriamo che sono il municipio, il parlamento, il teatro, etc. La casa di cui abbiamo affittato una stanza per due notti è molto accogliente. Discutiamo a lungo se proseguire verso i fiordi della costa ovest o no. Il tempo non ci incoraggia per nulla. Prendiamo la cena sui i dock in un ristorante che porta pesci. Agata mangia una zuppa cremosa di pesce come me. Ci differenziamo nei secondi: lei salmone alla griglia ed io sogliola gratinata. Il conto è allineato al fatto che siamo in uno dei paesi più ricchi del mondo. Piove. È il momento più delicato del viaggio. Si avverte una certa tensione fra di noi e l’incertezza del viaggio acuisce il disagio. La mattina del 29 esco per comprare la colazione. Andiamo al museo di Munch. Mi è piaciuto. Piccolo. Ma interessante. Riappacificazione di una coppia che non litiga. Diciamo che è uscito il sole. Finalmente mettiamo i piedi nell’oceano. Bygdøy.
Siamo ancora indecisi sul da farsi. No ai fiordi. Ma la domanda è: nave per Copenhaghen o nave per il nord della Danimarca? La fine della faccenda è moto per Strömstadt. Al terminal della Stena Line, Agata conversa per quasi un’ora con una sua amica di Parigi al telefono ed io cerco di evitare di far conversazione con un anziano motociclista finlandese. Il terminal è pieno di ragazzi con lo zaino. Secondo me vanno tutti a Roskilde. Peccato. Avrei voluto andarci anche io.

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